IYENGAR YOGA

L’Iyengar yoga prende il nome da B.K.S. Iyengar, un grande maestro indiano che ha influenzato l’Occidente in prima persona con la sua pratica e i suoi insegnamenti instancabilmente sino al suo ultimo respiro terreno nell’agosto del 2014. Il metodo Iyengar pone particolare accento sull’allineamento del corpo nella pratica delle asana (posture) come nella precisione e accuratezza nella respirazione (pranayama) affinando la capacità di osservare e coltivare le potenzialità di ciascuno.

Proprio lo studio e ricerca dell’allineamento guida così il praticante a riequilibrare le proprie forze, ridistribuire i carichi e gli sforzi e dissolvere così le tensioni fisiche e mentali che accompagnano l’essere umano che vive oggi in modo frenetico. Un allineamento corretto favorisce la circolazione, crea maggior spazio articolare e vertebrale, permette di distendere le tensioni organiche, apportando di conseguenza un equilibrato afflusso di energie accrescendo salute e benessere. L’aumento di energia vitale, quindi, ben dispone il praticante all’osservazione più e più profonda rivolta tanto al corpo quanto alla mente.

L’Iyengar yoga, secondo gli insegnamenti di B.K.S. Iyengar, mira a scoprire o riscoprire l’unione delle singole parti del corpo, fisica, organica, mentale e psichica attraverso le relazioni tra le stesse. Ad esempio, l’attivazione dei piedi consente di attivare pelle, muscoli, tendini intorno alle articolazioni sino ad accedere alla colonna vertebrale, vera e propria sede del sistema nervoso periferico. La pratica, costante e focalizzata, consente così all’allievo di avere una diretta percezione dell’interezza del suo essere riattivando intelligenza e saggezza attraverso le posizioni.

B.K.S. Iyengar ha sicuramente innovato la pratica dello yoga consentendo a tutti di poter intraprendere il proprio cammino yogico partendo dall’osservazione del corpo e dal respiro, a prescindere da limitazioni di sorta legate a traumi piuttosto che all’età, grazie all’uso di numerosi supporti o attrezzi (blocchi di legno, sughero o altri materiali di differente misura o forma, coperte, cinture e panchetti).

Mediante l’uso degli attrezzi anche una persona con limitazioni fisiche di varia natura può trarre beneficio dalle asana. Uno degli scopi dell’uso degli sostegni è permettere agli studenti di rimanere più a lungo in una posizione. Mantenere una posizione per un tempo molto breve limita i benefici della pratica al solo livello fisico; diversamente il mantenimento della posizione per un tempo più lungo permette di far giungere i benefici anche a livello organico e mentale. La personalizzazione della pratica con o senza supporti tiene comunque conto dei limiti temporanei di ogni allievo così come dei cambiamenti fisiologici, psicologici e dello stato di salute anch’essi in continua evoluzione.